Parità e Trasparenza Salariale: cosa cambia dal 2026 per le aziende
Dal 7 giugno 2026 la Direttiva UE 2023/970 ridefinisce le regole sulla parità e trasparenza salariale. Un cambiamento che impatta processi HR, employer branding e strategia aziendale.
December 24, 2025

Una nuova era per l’equità retributiva
Dal 7 giugno 2026, entrerà in vigore in Italia la Direttiva UE 2023/970, un cambiamento epocale che ridefinisce il concetto di parità salariale e impone nuovi obblighi di trasparenza retributiva per tutte le imprese, senza distinzione di dimensione.
Le principali novità introdotte
- Criteri retributivi trasparenti: obbligo a fornire informazioni chiare e dettagliate sulla retribuzione iniziale o sulla fascia retributiva prevista per la posizione per la quale applica. Annunci di lavoro neutri rispetto al genere e promuovere pratiche di assunzione non discriminatoria.
- Obbligo di trasparenza nei criteri retributivi: le imprese dovranno fornire criteri retributivi chiari e facilmente accessibili ai lavoratori, garantendo che siano oggettivi, neutri e non discriminatori.
- Accesso ai dati salariali: i dipendenti potranno richiedere informazioni dettagliate sulla propria retribuzione rispetto a colleghi con mansioni simili.
- Reporting e monitoraggio: le aziende con più di 100 dipendenti saranno obbligato a monitorare e rendicontare periodicamente le proprie politiche salariali, comunicando i dati alle autorità competenti.
- Obbligo di intervento in caso di gap > 5%: se il divario retributivo medio tra uomini e donne supera il 5% e non è giustificato, l’azienda dovrà avviare una valutazione congiunta con le rappresentanze sindacali.
Perché è importante per le aziende
- Compliance normativa: evitare sanzioni e contenziosi.
- Employer branding: attrarre e trattenere talenti in un mercato sempre più attento all’equità.
- Reputazione: posizionarsi come azienda etica e trasparente.
- Efficienza HR: migliorare i processi di gestione retributiva e ridurre il turnover.
Prospettive future
La trasparenza salariale non è solo un obbligo, ma un’opportunità strategica. Le aziende che si adegueranno per tempo potranno:
- Rafforzare la fiducia interna e il clima aziendale.
- Dimostrare leadership sociale in un contesto europeo sempre più orientato alla sostenibilità e all’inclusione.
- Prepararsi a un futuro in cui la parità di genere sarà un requisito competitivo, anche per investitori e stakeholder.