Cristiano Pechy, country manager di LHH, assume la presidenza dell’Associazione Italiana Società di Outplacement

Nomina importante in casa LHH: Cristiano Pechy, dal 2019 country manager della società del gruppo Adecco che si occupa di transizioni di carriera, ha assunto la presidenza di Aiso, l’associazione di categoria che raggruppa tutte le principali società operanti nel mercato dell’outplacement italiano.

Daniela Fabbri
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Cristiano Pechy, country manager di LHH,
assume la presidenza
dell’Associazione Italiana Società di Outplacement

Nomina importante in casa LHH: Cristiano Pechy, dal 2019 country manager della società del gruppo Adecco che si occupa di transizioni di carriera, ha assunto la presidenza di Aiso, l’associazione di categoria che raggruppa tutte le principali società operanti nel mercato dell’outplacement italiano. Pechy, una laurea in ingegneria delle Telecomunicazioni al Politecnico di Milano, vanta una lunga esperienza nell’ambito dell’executive search e dell’head hunting. Entrato in The Adecco Group nel 2013, ha lavorato prima in Badenoch&Clark, per passare poi alla guida di Modis Consulting. Nel ruolo associativo Cristiano Pechy porterà la sua significativa carriera nel gruppo che è leader mondiale nelle soluzioni per le risorse umane e l’esperienza del team LHH, che in 60 nazioni in tutto il mondo lavora con il 60% delle aziende inserite nella classifica Fortune 500.

“E’ un onore per me ricoprire questo ruolo, anche in considerazione del difficile momento che stiamo vivendo. La pandemia ha accentuato gli esiti di un cambiamento globale che era già in atto, aggravando le conseguenze della disruption portata dall’innovazione tecnologica. Per questo le competenze di molti lavoratori stanno velocemente diventando obsolete e purtroppo la sopravvivenza di molte aziende è legata alla possibilità di un turn over che privilegi collaboratori più giovani e competenti”, spiega il country manager LHH.

Il sistema dell’outplacement ha però senza dubbio le capacità e l’expertise per seguire le persone in una delle esperienze più traumatiche: la perdita del lavoro. Lo confermano i numeri: su 100 persone che si affidano agli esperti in transizione di carriera, ben 84 si ricollocano con successo in circa 6 mesi di tempo. “In un contesto così traumatico gli esperti delle nove aziende che costituiscono Aiso sono in grado di affiancare le persone, seguirle nel processo di scoperta delle proprie competenze ma anche dei punti di debolezza, indirizzarle nella costruzione di un network, insegnare loro la difficile arte di trovare un lavoro. Ogni anno 10mila fra dirigenti e quadri, ma anche impiegati e operai compiono questo percorso e si ricollocano in una nuova posizione lavorativa”, prosegue il country manager di LHH. D’altra parte l’outplacement è uno strumento ampiamente utilizzato negli Stati Uniti e in molti paesi europei, ma ancora poco conosciuto in Italia. “Dove invece potrebbe essere uno strumento essenziale per il passaggio critico che seguirà lo sblocco dei licenziamenti, che determinerà l’avvio di molte ristrutturazioni aziendali”.

Secondo Pechy sarà proprio in questo momento che le società italiane di outplacement dovranno dimostrare di essere partner affidabili delle transizioni di carriera: “Il nostro metodo e la nostra reputazione sono già patrimonio delle aziende più grandi o di matrice internazionale. La sfida ora è di portare la conoscenza dell’outplacement anche nelle realtà medio-piccole che sono caratteristiche della struttura produttiva italiana. Allo stesso modo dovremo far sentire ancora pù forte la nostra voce nei confronti dei Decision Makers, di quel mondo della politica che si trova proprio ora in un momento delicato di riflessione sul sistema delle politiche attive per il lavoro”.

In questo senso il nuovo presidente di Aiso interpreterà il suo ruolo: “Uno degli obiettivi prioritari del mio mandato sarà la collaborazione con il nuovo governo e le parti sociali, per comprendere quale posto può avere l’outplacement nella rinascita dell’Italia. Una sfida impegnativa, ma tutti noi crediamo che un maggior utilizzo dell’outplacement possa cambiare le sorti di una parte della popolazione. Per questo vogliamo confrontarci e dare il nostro contributo, in collaborazione con il governo, le parti sociali e in generale con chiunque abbia a cuore le sorti dell’Italia”.

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