Lazio: cybersecurity e sostenibilità trainano un mercato ancora positivo

+45% di ricerche per professionalità legate ai temi della cybersecurity, +30% per chi si muove nel settore della sostenibilità: sono questi i due ambiti che stanno trascinando il mercato del lavoro nell’Italia Centrale (Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo), dopo che il periodo Covid ha impattato questi territori, seppur con una scia lunga e meno determinante rispetto alle regioni del Nord.

+45% di ricerche per professionalità legate ai temi della cybersecurity, +30% per chi si muove nel settore della sostenibilità: sono questi i due ambiti che stanno trascinando il mercato del lavoro nell’Italia Centrale (Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo), dopo che il periodo Covid ha impattato in questi territori, seppur con una scia lunga e meno determinante rispetto alle regioni del Nord. Con Eligio Silvestri, Office Director - Roma di LHH Recruitment Solutions, abbiamo cercato di capire le conseguenze che la pandemia ha avuto sul mondo del lavoro e quali scenari si possono ipotizzare per i prossimi mesi.

 


Come ha reagito il sistema economico del Centro Italia alla pandemia?

Bisogna premettere che il tessuto produttivo e il contesto sono molto diversi in Lazio rispetto a Umbria, Marche e Abruzzo, perché il primo è indubbiamente meno legato al manifatturiero e più ai servizi. Questo spiega anche il perché a Roma il rallentamento dovuto al Covid sia stato meno accentuato rispetto al Nord Italia. Durante la pandemia le azioni del Governo e della Commissione europea per favorire la digitalizzazione della pubblica amministrazione hanno fatto crescere la richiesta di figure legate all’information technology. Lo stesso è successo con il PNRR: tutte le aziende del settore si sono riorganizzate per poter rispondere ai bandi finanziati con i fondi che arrivano dalla UE, con una riorganizzazione che ha riguardato anche le figure dell’area Finance and Sales. Umbria, Marche e Abruzzo, che sono più legate al settore manifatturiero, stanno subendo le carenze delle materie prime e l’aumento dei costi dell’energia. Anche qui con qualche distinguo: il mondo marchigiano dell’arredamento, per esempio, ha avuto una ripresa di quasi il 15% rispetto al 2021 e si attendono i dati del 2022 con forte interesse; anche il settore dell’edilizia ha conosciuto una forte crescita a seguito del finanziamento EcoBonus, che ha ridato vitalità ad un comparto in lieve, ma costante decrescita.

 

Quali sono i settori trainanti?
Oggi il boom di figure è legato agli ambiti della Digitalizzazione e Cybersecurity: mettere in sicurezza i propri sistemi informatici è ormai una necessità, ma mancano le competenze, e le retribuzioni per chi già le possiede sono schizzate alle stelle. La sicurezza informatica è un tema di importanza globale e va valutato come tale, così come gli investimenti, che non possono limitarsi alle singole aziende: oggi è più che mai necessario che i sistemi paese comprendano tale necessità e convoglino correttamente gli investimenti stessi. Ma bisogna guardare con attenzione anche alla sostenibilità: le organizzazioni stanno cominciando a creare uffici strutturati per affrontare questo tema poichè il concetto di sostenibilità si sta allargando a più aspetti interconnessi tra loro, quindi la richiesta di queste professionalità è molto alta. Ed è un’area in cui è possibile trovare spazio anche venendo da esperienze precedenti diverse, sia lavorative che accademiche. Rimane poi il tema dello skill shortage nel mondo IT: IoT e blockchain sono entrati in maniera prepotente nel mondo produttivo, cambiando le caratteristiche e le competenze dei profili ricercati e determinando una spinta al rialzo delle retribuzioni. 

Si registra quindi una dinamica retributiva in aumento?
Sta aumentando il livello retributivo degli individui, sia per gli entry level che per profili con una seniority maggiore. Questo è frutto del fatto che le persone si muovono di più, cioè riescono a cambiare più velocemente lavoro grazie a un mercato fortemente dinamico e che offre possibilità che fino a poco tempo fa erano impensabili: per esempio, grazie allo smartworking è possibile accettare offerte di lavoro che prima non erano nemmeno prese in considerazione. Questo fenomeno si evince anche nella consulenza: prima era un settore poco ambito perché c’era la necessità di spostarsi verso le sedi dei clienti, oggi lo si fa restando a casa e questo rappresenta sicuramente un importante incentivo.

Lo smartworking rappresenta la modalità di lavoro ideale per tutti?
Non c’è dubbio che sia un’innovazione positiva, ma ci sono situazioni in cui determina una perdita di valore. Pensiamo ai neolaureati al primo ingresso in azienda o a chi ha meno di un anno di esperienza: sono giustamente "spaesati" e mettono in atto comportamenti che cercano nei propri Manager. Se dunque il valore della squadra è importante perché è capace di coinvolgere e insegnare, allora non dobbiamo perdere questa opportunità. Vien da sé che l’ambiente di lavoro deve essere sano, riconoscente e ben organizzato per poter offrire a ciascuno gli strumenti necessari per crescere e raggiungere risultati di successo.

 

Quale trend prevede per i prossimi mesi?
Siamo ancora di fronte a un trend positivo. Prevediamo una flessione nella prima parte dell'anno, ma con una ripresa fra settembre e ottobre del 2023.

 

Scopri di più sull'attuale panorama del mercato del lavoro in Italia.

Leggi l'intervista a Davide Portoghese, Office Director - Torino di LHH Recruitment Solutions, sulla situazione in Piemonte >